Il Mesotelioma – Repac

Il Mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, anche per volontà del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, ha disposto l’istituzione del Dipartimento ricerca e cura del mesotelioma, e tutela legale delle vittime.

In caso di mesotelioma, l’avente diritto, oltre la rendita (la patologia è infatti tabellata), ha diritto a chiedere anche l’accredito dei benefici contributivi per il prepensionamento con l’art. 13, comma 7, l. 257/92, oltre a poter chiedere il risarcimento dei danni al datore di lavoro, e può rivolgersi all’Associazione con e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com, oppure direttamente l’Avv. Ezio Bonanni all’e-mail avveziobonanni@gmail.com o al n. 0773/663593, di cui viene pubblicata in calce una intervista con alcuni consigli, che potranno essere oggetto di approfondimento del paziente con i medici curanti.

L’Associazione ha costituito il Dipartimento anche con il compito istituzionale di raccogliere studi,  pubblicazioni e  dati sul mesotelioma, sullo stadio delle ricerche scientifiche in termini di diagnosi e di cure.

E’ anche possibile, per i pazienti affetti da questa terribile malattia, usufruire del servizio di second opinion e di ascolto inviando una mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com .

Il Prof. Luciano Mutti e il Prof. Vittore Pagan, componenti del Comitato Tecnico Scientifico, hanno elaborato delle linee guida per l’approccio al trattamento multimodale nel mesotelioma pleurico, segnandoin questo modo la loro disponibilità a porre la loro scienza ed esperienza (maturata in anni e anni di attività, e negli scambi di informazioni con colleghi) a disposizione dei pazienti, ma prima di tutto di altri colleghi (molti dei quali hanno aderito all’Associazione), che sono chiamati giornalmente a diagnosticare e curare il mesotelioma, e con il merito obiettivo di avere avviato un percorso da cui svolgere un ulteriore approfondimento, apprendimento ed integrazione.

Il protocollo non riveste carattere assoluto, ma è uno strumento di condivisione e di divulgazione di indirizzi raccomandati, da coniugarsi ed adeguarsi, nella pratica clinica, alle caratteristiche bio-psico-mediche individuali del caso, che debbono essere sempre decise dai sanitari che hanno in cura i singoli pazienti nelle diverse strutture, ai quali l’ONA Onlus non intende, né vuole, né può, sostituirsi, essendo la cura della salute ben garantita dal Servizio Sanitario Nazionale.

L’Associazione svolge quindi un supporto prima di tutto psicologico e poi di sostegno e di ausilio per quanto possibile, nel rispetto del principio di sussidiarità.

L’Associazione, nell’ambito delle sue attività di sostegno in favore delle vittime e dei loro familiari, ha costituito uno sportello on-line per permettere ai pazienti e ai loro familiari di inoltrare le proprie richieste di informazioni all’indirizzo e-mail  osservatorioamianto@gmail.com


“Che cos’è il mesotelioma?”, intervista all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Il Mesotelioma pleurico (MM) è la neoplasia primitiva della pleura legata prevalentemente legata all’esposizione a fibre di amianto che tutt’oggi presenta  evoluzione clinica costantemente mortale (12-18 mesi) con scarsa  risposta alla terapia tradizionale.
Questo preoccupante quadro clinico  è ulteriormente aggravato dall’evidenza scientifica di una vera e propria “Epidemia Europea” di questa neoplasia che causerà nei prossimi 30 anni in Europa  un quarto di milione di morti solo tra i pazienti di sesso maschile  esposti precedentemente (Peto et al., 1999)
Purtroppo la  lunghissima latenza pre-clinica di questa neoplasia (fino a 50 anni !)  e la considerazione che l’esposizione attuale è tutt altro che inesistente, rappresentano un sufficiente indizio in grado di far presagire che i dati epidemiologici citati siano purtroppo parziali.
In Italia  più di mille persone all’anno muoiono per MM. All’ alta  concentrazione della mortalità nel Nord del paese si stanno  aggiungendo altre aree nelle quali i morti per questa neoplasia sono in preoccupante aumento. Non solo Bari, Siracusa o Manfredonia dove hanno operato impianti industriali che hanno utilizzato amianto, ma anche Biancavilla, in provincia di Catania, dove l’esposizione è stata esclusivamente ambientale.
A Casale Monferrato l’esistenza di un grande impianto per la produzione di manufatti di amianto ha determinato la comparsa di un progressivo aumento di mortalità per MM che ha raggiunto un’ incidenza di 40 volte quella del resto del Piemonte e che sta, purtroppo, ancora aumentando.
Nella stessa area si è inoltre assistito ad un’ estensione della mortalità non solo ai famigliari degli ex addetti (esposti a causa delle tute sporche portate a casa) ma alla popolazione generale esposta ad un inquinamento da fibre pregresso e, tutto da valutare, residuo.
Inoltre tutta una serie di attività lavorative precedentemente misconosciute si stanno dimostrando a rischio per esposizione ad amianto con progressivo aumento di mortalità per MM.
A fonte di questo quadro drammatico scenario, per molti anni la ricerca biomedica sui tumori da amianto ha segnato il passo
Fortunatamente, negli ultimi  cinque anni la ricerca ha preso una direzione precisa che sta migliorando significativamente le prospettive nella lotta  a queste neoplasie
1) Identificazione di targets on metodi biomolecolari.
Questo insieme di studi e’ finalizzato all’ identificazione e validazione di bio-marcatori e targets terapeutici biomolecolari ( segnali biochimici e  singole proteine etc) nelle cellule di mesotelioma pleurico ed al loro utilizzo in protocolli terapeutici sperimentali. Aluni di questi biomarcatori sono già stati identificati sia per la diagnosi precoce che come targets terapeutici ed ora necessitano di  ulteriore tests sia in laboratorio che nei soggetti esposti e nei  pazienti  rispettivamente. Questi marcatori sono stati identifiati in alune Università Italiane Europee e statunitensi (Novara, Siena, Milano, Pisa  DublinTrinity College, Hawaii)
2) Studi genetici
a) Il nascente consorzio mondiale per lo studio del genoma dei tumori umani (Cancer Genome Atlas) ha del tutto recentemente visto inserire (grazie alla pressione di aluni gruppi italiani) il Mesotelioma tra i tumori il cui patrimonio genetico verrà studiato .
I risultati di questa ricerca consentiranno di identificare i geni  responsabili della trasformazione neoplastica e  di quelli potenzialmente  controllabili mediante innovatici approcci terapeutici (terapia genica o farmacologica)
Qesti studi verranno condotti il Wellcome Sanger Institute di Cambridge (UK) che raccoglierà campioni  di mesotelioma da tutto il mondo attraverso i centri facente parte del consorzio .

3) Progetto per la  Terapia personalizzata del mesotelioma plerurico. Personalised Therapy
a) Presso il Wellcome Sanger Institute di Cambridge (UK)  verrà condotto un secondo progetto di studio genetico del Mesotelioma  con obbiettivo la messa a punto di terapie personalizzate  per ciascun paziente con Mesotelioma pleurico (responsabile Prof E Campbell) in collaborazione con il Prof D. Fennell a Leicester UK. Nature 2012

b) Recentissime evidenze hanno dimostrato che talora profili genomici più aggressivi spesso sono posizionati in prossimità di profili meno aggressivo nell’ambito tessuto tumorale dello stesso paziente. Attraverso lo studio delle mutazioni degli exomi (componenti del genoma) in varie parti del tumore, è possibile identificare strategie terapeutiche differenziate a seconda della risposta genetica a determinati farmaci anche alla luce dell’ eterogeneità del profilo genetico nello stesso tumore Questi studi veranno condotti dal del Prof. C. Swanton (University of London) UK che ha raggiunto un accordo con alcuni Istituti e gruppi Italiani per l’inserimento dei tessuti dei nostri pazienti nello studio NEJM Marzo 2012

c) Un ulteriore progetto finalizzato alla personalised therapy sarà condotto inoculando il tumore in su topi da laboratorio con una nuova metodica (definita di tumourgrafts)  con cui è possibile identificare rapidamente la scelta della terapia da adottare nel paziente con il cui tumore il topo è stato inoculato (Prof Carbone, HI e Harvey Pass, NY, J Hopkin University Baltimore)  in una buona percentuale di casi
Ma una volta che abbiamo il profilo genetico della malattia, non abbiamo comunque ancora gli strumenti per la diagnosi precoce. A questi strumenti si può accedere esclusivamente con l’utilizzo di metodiche poco invasive e con  l’analisi dei grandi numeri, con la disponibilità di una coorte numericamente significativa (4/5000 pazienti)
Per semplificare,  dobbiamo spiegare scientificamente come e perché il mesotelioma sia ancora una malattia letale, ma ci siano anche casi di stupefacente remissione (in un paziente di Brescia, da quattro anni il mesotelioma è sparito dopo una terapia cui altri pazienti non rispondono o rispondono in modo meno significativo ).
Ad oggi non esiste ancora una terapia farmacologica che curi il mesotelioma, ma siamo vicini ad identificarla, se si convogliano le risorse economiche congiuntamente al raggiungimento di un risultato univoco
La validazione  dei biomarcatori già noti e che verranno svelati dall’analisi genomica saranno decisivi  per coronare con successo questi sforzi condotti da una rete internazionale integrata che includerà i centri di punta europei e statunitensi
Questo porterà a nuovi farmaci e a nuove terapie per il mesotelioma entro 2-3 anni attraverso  la conduzione di sperimentazioni cliniche a livello internazionale (Studi di Fase 1b e Fase II(  che utilizzeranno.


Il Prof. Luciano Mutti, alfiere del Dipartimento Ricerca e Cura del mesotelioma, è alla guida di un pool di oncologi volontari per contribuire a salvare molte vite umane.
Tra gli obiettivi dell’Osservatorio Nazionale Amianto, guidata dal suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, ci sono da sempre la prevenzione primaria, evitando qualsiasi tipo di esposizione ad amianto e altri cancerogeni e l’assistenza ai pazienti, assicurando loro le migliori cure possibili.

Per maggiori informazioni: https://www.onanotiziarioamianto.it/wp/ona/gli-errori-medicina-vengono-commessi-ovunque-nel-mondo/


PROTOCOLLO DI TRATTAMENTO DEL MESOTELIOMA PLEURICO DIFFUSO
A cura di: Dott. Luciano Mutti, Oncologo Medico e Pneumologo, e Dott. Vittore Pagan, Chirurgo Toracico

N.B. I seguenti suggerimenti non intendono rivestire carattere assoluto, ma solo indirizzi raccomandati, da coniugarsi ed adeguarsi nella pratica clinica alle caratteristiche bio-psico-mediche individuali del caso, affidati sempre ai medici che hanno in cura i singoli pazienti, ai quali soltanto questo protocollo è rivolto.

VERSIONE PER UTENTI MEDICI

ESAMI DI DIAGNOSI, STADIAZIONE E FUNZIONALI

1-ESAMI DI BASE:

– TAC torace+addome con contrasto (referto scritto e CD)
– videotoracoscopia (descrizione della procedura; eseguito talcaggio?)
– es. istologico con immunoistochimica (referto scritto; vetrini solo su richiesta successiva)
– screening per trombocitosi; anemia emolitica; iperglicemia, proteinemia, coagulazione
– esame clinico
– documentazione di ogni patologia rilevante associata o pregressa

2-ESAMI FACOLTATIVI O MIRATI (sulla base dell’esame clinico e/o di base):

– PET (referto scritto e CD o foto) se si presume indicazione a chirurgia
– eco addome se dubbio TAC di fluido intraperitoneale o interessamento del fegato
– broncoscopia
– esami relativi a sospette ripetizioni extratoraciche
– esami relativi a eventuali co-patologie

CANDIDABILITA’ A TRATTAMENTO MULTIMODALE CON O SENZA CHIRURGIA

1-CANDIDABILITA’ A TRATTAMENTO MULTIMODALE:
– assenza di gravi co-patologie
– istotipo epitelioide o misto con componente sarcomatoide inferiore a 70%
– malattia confinata ad un emitorace
– scelta consapevole e informata dell’assistito dopo esame clinico e colloquio informativo dettagliato

A-CANDIDABILITA’ A TRATTAMENTO MULTIMODALE CON CHIRURGIA
(condizioni nelle quali la chirurgia può essere indicata come metodica adiuvante mediante citoriduzione massimale):

– età pari o inferiore a 70 anni (tra 71 e 75 anni valutazione individuale)
– ecocardiogramma permittente (vedi criteri di incandidabilità
– spirometria con DLCO ed emogas permittenti (vedi criteri di incandidabilità)
– prevedibile completa asportabilità chirurgica macroscopica della malattia, e stadio non oltre III-non N2
– risposta parziale maggiore nei casi inizialmente valutati non chirurgici e sottopostosi a 3 cicli di chemioterapia che includa platino
– broncoscopia con es. batteriologico colturale del broncoaspirato negativo (subito o dopo eradicazione antibiotica) per microrganismi patogeni e cellule neoplastiche
– es. ausiliari se indicato: test cardio/respiratorio da sforzo; biopsia transbronchiale dei linfonodi sospetti e accessibili; mediastinoscopia; videotoracoscopia controlaterale; ecografia addominale; videolaparoscopia; ripetizione prelievo bioptico in microtoracotomia se diagnosi videotoracoscopica incompleta/dubbia
– esame clinico permittente; ECOG non superiore a 2; assenza di co-patologie rilevanti (vedi criteri di incandidabilità)

B-NON CANDIDABILITA’ CHIRURGICA
(=condizioni in cui le alternative terapeutiche non chirurgiche possono giovare più della chirurgia e con minori rischi) :

– cardiopatia ischemica, aritmica, valvolare o altra non pienamente compensata; ipertensione polmonare; F.E. inferiore a 50%
– prove spirometriche e di diffusione ed emogasanalitiche non comprovanti la tollerabilità di una lobectomia (in caso di pleurectomia)
– segni clinici e/o strumentali di estensione della malattia a: tessuto/organi/strutture del mediastino, in particolare grossi vasi; linfonodi extratoracici (ascellari, sopraclaveari); intrapericardica (evidenza malattia epi-miocardica; versamento citologicamente positivo o interessamento pericardico eco/TAC evidente con versamento pericardico); vasi/nervi dell’egresso toracico; strati extrapleurici e nervi della parete toracica; colonna; penetrazione trans-diaframmatica; sfondati pleurici con prevedibile incompletezza macroscopica di exeresi; versamento peritoneale; emitorace controlaterale
– istotipo sarcomatoide, desmoplastico, e misto con componente sarcomatoide superiore al 70%
– progressione di malattia o risposta inferiore a parziale maggiore dopo 3 cicli di chemioterapia includente platino nei casi inizialmente trattati con chemioterapia
– altre copatologie con rischio chirurgico proibitivo
– età superiore a 70 anni (salvo casi particolari) ; ECOG maggiore di 2
– calo ponderale significativo e progressivo, tumefazioni parietali neoplastiche palpabili, retrazione evidente della gabbia toracica; trombosi vene del tronco e arti; segni incipiente tamponamento cardiaco; versamento pleurico ematico (situazionje da valutare con approfondimento di indagini)
– non accettazione dei rischi della chirurgia

PER CANDIDABILI A CHIRURGIA:
– procedura elettiva: pleurectomia parietale e viscerale più completa possibile macroscopicamente (c.d. P/D ), estesa a pericardio e/o diaframma ove richiesto dalla malattia
– procedura di necessità (se tollerata e condivisa dall’assistito): pleuropneumonectomia, estesa a pericardio e/o diaframma ove richiesto dalla malattia. Tollerabilità di una pleuro-pneumonectomia : ad esempio FEV1 e DLCO residui postop pari o superiori al 50% del teorico; PO2 superiore a 70 e PCO2 inferiore a 44 mmHg (occorre anche studio con scintigrafia polmonare perfusoria)

TRATTAMENTO POST-CHIRURGIA:
-chemioterapia includente platino per tutti gli operati
-tomoradioterapia in caso di limitata e circoscritta malattia residua

FOLLOW-UP POST-CHIRURGIA
Valutare rischi/benefici di una TAC toraco-addominale con contrasto ogni 2 mesi o su indicazione clinica

2-PER NON CANDIDABILI A TRATTAMENTO MULTIMODALE CON CHIRURGIA :
– chemioterapia includente platino
radioterapia ove indicato
– best supportive care


VERSIONE SEMPLIFICATA PER LA CONSULTAZIONE DA PARTE DEI PAZIENTI E DELLE LORO FAMIGLIE

A ) Il mesotelioma pleurico (MMP) con conferma istologica è un una malattia che può essere trattata chirurgicamente quando
– le condizioni generali del paziente sono buone e l’età non è superiore ai 75 anni
– non vi siano altre malattie (come la cardiopatia ischemica) che controindichino l’ intervento
– la malattia è localmente poco estesa (in particolare senza infiltrazione mediastica o dei linfonodi mediastinici e/o diffusa infiltrazione della parete toracica o del diaframma)
– Nei casi dubbi in quanto ad estensione , sono a volte necessarie indagini + invasive (come ad esempio la mediastinoscopia) per comprendere meglio l’operabilità
– Il tipo di intervento è infine lasciato alla scelta del chirurgo in base all’ estensione della malattia e all’ esperienza dell’operatore
– In genere, a parità di stadiazione, la rimozione del’ intero polmone non ha dimostrato finora superiorità rispetto alla semplice pleurectomia (J Thoracic Cardio Surgery, Aprile 2013)

B) Nei casi non operabili la chemioterapia di prima linea che includa il platino è la prima scelta,
– In caso di resistenza accertata con Tac dopo due/tre cicli o progressione precoce (entro i 6 mesi da una prima risposta al termine di 6 cicli) sono incoraggiati trials sprimentali che abbiano forte evidenza basata su solidi dati di ricerca e, possibilmente, non in doppio cieco
– In caso di risposta parziale (riduzione delle lesione di almeno il 30% nei suoi punti di maggior spessore) si suggerisce un follow up con Tac ogni 2-3 mesi
– In caso di risposta maggiore di una lesine inizialmente non operabile, si suggerisce una seconda valutazione chirurgica per accertare eventuale operabilità

C) Supporto psicologico: è necessario il supporto psicologico per i pazienti e per i loro familiari.