Ispettore doganale morto per mesotelioma, chieste nuove indagini.
“L’amianto è un killer. Non ci siamo mossi per avere un risarcimento ma giustizia”, dichiara l’avv Ezio Bonanni.

Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA e legale della famiglia Fransoni

Si amplia il caso legato alla morte di Sebastiano Fransoni, l’ispettore doganale deceduto lo scorso 19 settembre, all’età di 78 anni, stroncato dal mesotelioma e sul cui corpo l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto vuole infatti fare piena luce su quanto accaduto, anche e soprattutto per mettere in guardia le persone che operavano nello scalo friulano che sono venute a contatto con l’amianto. E con loro le loro famiglie.

Un killer fino ad ora poco conosciuto nella Bassa e in merito al quale interviene l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio, che con l’avvocato Alessia Cisilino di Udine ha assunto la difesa dei famigliari della vittima.

«Il nostro medico legale – spiega – ha presenziato all’autopsia, da cui sono emersi corpuscoli di amianto e segni biologici di intensa e prolungata esposizione a polveri e fibre di asbesto. Sarà nostra cura attivare indagini difensive per sostenere l’attività di indagine della Procura della Repubblica di Udine, che tempestivamente ha avviato e proseguito le indagini, in modo puntuale e scrupoloso. Sarà nostro impegno, dunque, sostenere lo sforzo della Procura che, al pari degli altri Uffici Giudiziari della Regione, cerca di fare piena luce sull’utilizzo di amianto nella cantieristica navale e nel trasporto marittimo. Debbo precisare che le patologie asbesto correlate (in particolare il mesotelioma), sono prive di una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e, per tali motivi, è importante la prevenzione primaria: evitare ogni forma di esposizione all’agente killer. Per coloro che purtroppo sono stati già esposti a polveri e fibre di amianto è fondamentale la sorveglianza

Sebastiano Fransoni, ispettore della Dogana a Porto Nogaro
Sebastiano Fransoni, ispettore della Dogana a Porto Nogaro

sanitaria perché in questo modo è possibile la diagnosi precoce e una terapia tempestiva che in molti casi, specialmente per il cancro polmonare, può essere risolutiva. Ed ancora il prepensionamento, attraverso il quale si evitano altre esposizioni all’agente killer».

II rapporto dell’Ona sui mesoteliomi evidenzia che almeno il 7 per cento dei casi di mesotelioma sono registrati tra coloro che hanno lavorato nella cantieristica navale e nel settore della navigazione marittima (settore che registra il 7 per cento dei mesoteliomi).

L’Avv Ezio Bonanni afferma che in qualità di legale dei famigliari, «oltre alle indagini difensive attraverso le quali acquisirò atti, documenti e prove per la conferma della penale responsabilità di coloro che identificheremo come titolari delle posizioni di garanzia, avvierò subito la pratica Inail per la costituzione della rendita in favore della vedova e le azioni civili di risarcimento danni, anche nei confronti del datore di lavoro, in modo autonomo rispetto al procedimento penale, che invece verrà promosso verso le persone fisiche responsabili. La finalità della famiglia della vittima non è certa quella di ottenere un risarcimento, bensì giustizia»

L’articolo integrale è pubblicato su http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/10/04/news/ispettore-doganale-morto-di-tumore-chieste-nuove-indagini-1.15937460

Autore dell'articolo: Notiziario Amianto

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